Un progetto può nascere bene.

Può avere un’idea chiara, un obiettivo definito, anche risorse adeguate.

Contestualmente, però, può succedere che tra l’idea e la realizzazione esista uno spazio che non si vede ma che poi può ritornare contro.

Ed è lì che si gioca tutto.

È lo spazio delle decisioni.
Delle priorità.
Delle responsabilità.
Dei dettagli.
Dello stile prefissato.
Delle aspettative.

Molti progetti non falliscono ma riescono male, e non per mancanza di valore.

Si perdono perché manca una regia capace di tenere insieme tutto.

All’inizio non è evidente.

Si procede.
Si costruisce.

Poi qualcosa inizia a non tornare.

Le scelte diventano meno chiare.
I tempi si allungano.
Le risorse si disperdono.

Il progetto esiste, ma non è ancora struttura.

E per ogni passo avanti sembra che se ne facciano tre indietro.

Ed è questo passaggio che bisognerebbe evitare.

Perché recuperare è un’esigenza dovuta, ma non è detto che strutturare un progetto cercando di prevenire non possa significare realizzare ugualmente, riducendo perdite, tempi e costi.

La regia non serve a controllare tutto.

Serve a dare coerenza, controllo e operatività costruttiva.

Perché un progetto non cresce per somma di azioni.

Cresce quando esiste una direzione capace di tenerle insieme.

È proprio da questa consapevolezza che nasce la necessità di una Direzione Strategica.